mercoledì 24 settembre 2008

Arrivederci blogspot

Siamo spiacenti, ma il blog da lei richiesto ha deciso di traslocare su altre piattaforme più avanzate. Ringrazia tutti per la cortese attenzione e invita i suoi fedeli lettori al nuovo indirizzo

giovedì 18 settembre 2008

Potrei essere ammanettata alla catena del cesso

Una foto che farà discutere. Un detenuto ammanettato a un palo perché mancano le celle di sicurezza. La foto è stata diffusa da un sindacato di polizia di Monza ed è stata scattata all'interno del commissariato di via Romagna. "Mancano i requisiti minimi per la sicurezza".


A questo punto, ognuno di noi, potrebbe creare un paio di celle in casa, in modo tale da evitare inutili chiamate alle forze dell'ordine.
La giustizia la faremo da soli. Manca davvero poco.

domenica 7 settembre 2008

PER CREDERE CI VUOLE MOLTA ENERGIA...



(Radiofreccia)

lunedì 1 settembre 2008

Faccio prima a prendermi il porto d'armi

Sono violenti, danneggiano i treni e il giorno dopo vengono rilasciati. Ma come è clemente la nostra magistratura, c'è proprio da vantarsene. E, ora tutti addosso ai tifosi di calcio. Sinceramente, non mi convince quest'ultima battuta. E mi viene spontaneo allargare il discorso alla questione sicurezza. Nel senso che è ormai inutile continuare a parlare delle tifoserie pericolose e violente: ci sono, esistono, e di conseguenza, esprimono il loro modo di "vivere" come meglio reputano. Il punto è che nessuno fa niente.


Parliamoci chiario, la maggior parte di questi soggetti sono tutti già segnalati alle forze dell'ordine. Loro sanno chi sono, sanno cosa fanno e sanno perfettamente come si muoveranno. Peccato che non ne parli mai nessuno di questo, degli schedari della digos. Allora, mi domando, questi "difensori della legge", che basta guardarli male per avere guai, cosa fanno tutto il giorno??? E certo, loro pensano allo sfigato manifestante che va ad attaccare i volantini del partito politico di appartenenza o a svuotare le scuole da occupazioni studentesche. Ecco cosa fanno.
Per le altre cose, quelle serie, quelle che potrebbero danneggiare noi cittadini innocenti e succubi, se ne lavano le mani. Perchè hanno paura. Le loro armi non servono a niente, perchè certi delinquenti ti fanno, per forza di cose, passare la voglia di menarli, semplicemente brandendo le armi della vendetta e della minaccia.

E fermare i campionati sarebbe una pessima, pessima idea: questi elementi coverebbero ancora più rancore e rabbia, che sfocerebbero con una violenza superiore a quella già messa in pratica. Che fare, quindi? Aumentare i controlli ovviamente, ma non le buffonate dell'esercito in città, che tra l'altro è, a dir poco inquietante, dato che è costituito da ragazzini esaltati con un'arma in mano (sì, hanno l'obbligo della pistola d'ordinanza), che se, per puro caso, mi dovessero torcere un capello, loro la passerebbero liscia, io verrei scambiata per una pazza in cerca di visibilità. Perchè ormai esercito uguale salvezza/sicurezza. Ma non funziona così. Basterebbe inasprire le pene, rendere le carceri davvero dei luoghi di detenzione, non una vacanza-premio con vitto, alloggio e ora d'aria. Tutto gratuito, si intende. Per loro. Noi paghiamo i danni degli altri, praticamente.

Per non parlare dei fantomatici controlli sui treni. Quando vogliono, è sufficiente aver obliterato male il biglietto, magari solo con l'orario poco visibile, per far scattare multe salatissime. Con conseguente abbandono del mezzo in attesa di fornire le generalità alla stazione più vicina. E, ancora: io per tornare a casa devo sorbirmi 10 ore di treno in notturna. Ormai sono abituata a vagoni sporchi, pieni di insetti, senza aria condizionata o senza riscaldamento, con la gente che dorme stesa per terra nei corridoi e con i bagni che dopo 2 ore di viaggio sono già fuori uso. E qui ci sta l'inciviltà dei passeggeri. Ma la sicurezza di viaggiare di notte, chi me la dà?? Il controllore, se va bene, passa intorno alle 4,30 (momento in cui per altro inizio a prendere sonno) per i biglietti e se non ti muovi a darglielo ti sbuffa anche faccia. Per il resto, io non ho mai visto neanche l'ombra di un controllo in un treno di notte. E qualche esperienza negativa l'ho avuta, eccome! Roba da denuncia che non ho mai potuto fare perchè i cari dipendenti di Trenitalia, sapete cosa fanno la notte? Dormono.

Cosa che fanno tutte le forze dell'ordine. Ma quelle non solo la notte.

giovedì 28 agosto 2008

Voglio vivere su Repubblica.it

Sono finita su Repubblica.it: ebbene sì, mi godo il mio momento di celebrità!

Queste soddisfazioni sono superiori a quelle economiche... anche perchè è stato tutto così inaspettato: torno dal pranzo con le mie amiche/stagiste e tutti in redazione mi fanno i complimenti. E io, come al solito, che non capivo il motivo (ma si può essere più stupidi???!!)!

E' stato strano, ma bello...
Finalmente qualcosa (sarà quel famoso "qualcosa" del post precedente?? Non credo, ma va benissimo così!) inizia a girare per il verso giusto.

E io, finalmente, scrivo un post senza lamentele nè scazzi di nessun tipo.

Oggi sono felice.

mercoledì 27 agosto 2008

Sarò davvero "una strega piena di sè"?

Può una canzone cambiare il corso delle giornata? Sì, può. Avrei voluto che non fosse così, ma purtroppo non riesco a controllare ogni parte del mio essere, soprattuto quella riguardante i sentimenti. Cerco di convincermi di essere una persona forte, alla quale scivola tutto, ma non lo sono. E quelle due canzoni, pur stupide e banali che siano, ascoltate di seguito in quell'affollato locale che TU hai scelto (quel "tu" fa ben capire come voglia scaricare le colpe a qualcun'altro per nascondere i miei stati d'animo lunatici che inizio a non tollerare più), mi hanno fatto capire che devo sistemare qualcosa nella mia vita. Solo che devo ancora capire qual è questo "qualcosa". O forse lo so già.

Arriverà qualcuno che si prenderà il mio posto
e allora io starò solo a guardare.
Mi metterò seduto con lo sguardo fisso su di te
perché ho imparato ad aspettare.
Sono due giorni che camminiamo tre metri sopra al cielo.
E proprio adesso che ci penso mi ricordo
quante volte non ti ho perso per un pelo ma.
Solo con te, ma tu,
non ho bisogno neanche di pensare
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te
sai cosa c'è ma cosa ci sta quando in fondo ad una storia
nessuno sa come andrà
tu mi spiazzi, ogni volta che mi guardi,
mi parli persa nei tuoi traguardi
lo voglio fare davvero basta un attimo
lo voglio fare davvero se so che ti ho
non c'è situazione che spaventa,
solo con te quella voglia che ritorna.
Solo con te, ogni giorno ti trovo nel mio mondo
se stai con me, non c'è bisogno neanche di pensare
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te solo con te,
ogni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare.
Solo con te
e svegliarsi la mattina, con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te.


Dicono di me, che sono un bastardo, bugiardo e lo fanno senza un perchè... Dicono di me, che sono una strega drogata e truccata e piena di sè... E dicono di me, che sono una stupida frase da dire davanti a un caffè... E invece no, nessuno sa. E invece no, nessuno sa. Che avrei soltanto l'amore per lei... Per lei che ha il nome di un fiore, per lei... Per lei.. Dicono di me, che sono una stupida frase da dire davanti a un caffè... Dicono di me, che sono un serpente con ali da diavolo e un cuore da re... Ecco perchè, nessuno sa. Ecco perchè, nessuno sa. Ecco perchè, nessuno sa. Nessuno sa.... Che avrei soltanto l'amore per lei... Per lei che ha il nome di un fiore per lei... Per lei che è l'unica al mondo, per lei... Per lei che è l'unica al mondo, per lei... Ed ogni raggio di luna è per lei... Ed ogni raggio di luna è per lei... Lei...

(Per evitare equivoci: il "Lei" della seconda canzone starebbe per "Lui"...ci manca solo che inizino a piacermi le donne...)

mercoledì 20 agosto 2008

Il lavoro a volte fa male...ma ripaga!

Quanto è difficile questo lavoro. Ma quanto si impara dalle esperienze e dalle vite degli altri. Mi sto occupando delle famiglie numerose di Parma e questo è il risultato. Non importa essere tornata a casa alle 22 e aver lavorato sul pezzo fino alle 2,30 di notte. Non importa, davvero. Ma aver potuto pubblicare questo articolo di denuncia senza censure e ricevere un numero impensabile di complimenti per il lavoro svolto, mi fa capire che non devo mollare, che ce la posso fare a superare le difficoltà che il mestiere richiede. E le soddisfazioni ripagano più di qualche ora di sonno (e qualche grado di vista) persa.

Riporto il testo integrale:
Nessun lavoro e sette figli. Il difficile mestiere del vivere
Avere una famiglia numerosa ed essere disoccuppati. Affitto, bollette, spesa e libri sono i problemi di ogni giorno. La storia di due padri e delle loro "tribù" dopo il fallimento della Techno Group Schiaretti per cui lavoravano entrambi
di Giulia De Filippo



Un giorno hai un lavoro, il giorno dopo non ce l’hai più. Un giorno hai sette figli, il giorno dopo anche. Come si fa a vivere o, meglio, a “sopravvivere” quando ti ritrovi disoccupato a 50 anni e hai una famiglia numerosa da mantenere? Provano a spiegarlo Antonio e Susy, una coppia di napoletani che vivono a Parma da 14 anni, genitori di ben sette figli: Ivan di 26 anni, Fabiano di 23, Mirko di 20, Jessica di 17, Emanuele di 14, Matteo di 3 e l’ultima arrivata, Valentina, di 7 mesi.



Antonio lavorava presso la fabbrica di materie plastiche Techno Group Schiaretti di Parma, fallita nel 2005 a causa dei numerosi debiti, tanto che non le permettevano neppure di versare regolarmente gli stipendi ai suoi operai. E così ci si rimbocca le maniche e si cerca di trovare un’ altra occupazione che permetta di continuare a dare da mangiare ai propri figli. Ma chi è disposto ad assumere una persona di 50 anni? Nessuno. Infatti il signor Antonio, al momento, lavora come imbianchino. Ma solo saltuariamente.



“Il Comune, poi, non propone nessun tipo di agevolazione. Solo una volta all’anno abbiamo lo sconto sulla bolletta dell’elettricità. Ma a cosa serve? E’ come se non ci fosse, si vivrebbe allo stesso modo”, spiega la signora Susy, casalinga per scelta, ma anche per necessità, per badare ai bambini senza l’aiuto di una baby-sitter.


Inoltre, tre figli hanno l’emofilia, di cui uno anche la celiachia, mentre la figlia più grande ha manifestato varie allergie verso numerosi alimenti: “Le cure e le analisi costano tantissimo e i prezzi dei cibi alternativi e senza glutine sono davvero esagerati. In fondo le analisi attestano queste malattie e tali alimenti sono da considerarsi al pari dei medicinali”. Al massimo riescono ad effettuare delle convenzioni con negozi e farmacie, le quali concedono sconti in cambio della frequenza della famiglia. Ma sono piccoli incentivi che vengono creati dai diretti interessati e non dal Comune.
Inutile parlare di svaghi e passatempi, tutti troppo cari e carenti dei servizi adatti per i più piccoli: ogni tanto si concedono un giorno in piscina, ma qui a Parma non hanno le strutture adeguate, come, invece, quella di Reggio Emilia. Ma non è possibile spostarsi frequentemente sia per una questione organizzativa, sia per il fattore economico.


Ma, con tante bocche da sfamare, quante volte alla settimana si va a fare la spesa? “Quando ci sono i soldi. Se è possibile mangiare il primo e il secondo siamo i più felici, altrimenti pasta a pranzo e pasta a cena”.

La casa dei signori Camera è organizzata in modo tale che ogni spazio sia utilizzato nel migliore dei modi: due bagni, letti a castello e tre stanze da letto degne di giovani adolescenti, con poster e peluches ovunque. Nella camera matrimoniale si dorme in quattro, con il lettone unito alla culla della più piccolina.

Il lavoro in casa non manca: si fanno almeno tre lavatrici al giorno e il tempo impiegato per stirare è direttamente proporzionale a quello impiegato a porre fine agli ovvi litigi tra i fratelli. “Discutono per sciocchezze, ma quando c’è da aiutare non si tirano indietro, soprattutto Jessica. Mentre Emanuele è l’addetto alla raccolta differenziata. Nel loro piccolo danno una mano, non potrei lamentarmi di niente, sono tutti dei bravi figli”, sorride mamma Susy.

I ragazzi cercano di aiutare la famiglia per come possono: uno fa il fruttivendolo, un altro ha deciso di “migrare”a Londra per cercare fortuna, ritrovandosi a dover fare il cameriere in un ristorante. L’unica certezza sono le bollette a fine mese, a partire dagli 850 euro di affitto escluse le spese.

In casa ci sono anche i coniugi Esposito, Vittorio ed Elvira, qui a Parma da 9 anni, genitori di quattro figli: il più grande di 20 anni e la più piccola di 10. Il figlio di 16 anni è invalido al 100%: il suo peso si aggira intorno ai 140 chili e trovare un letto adatto è quasi impossibile, tanto da essere obbligato a dormire su un materasso per terra. “Ha sfondato diversi letti: io non posso comprarne uno al mese. Dovrebbe essere il comune a pensarci e, invece, fanno finta che noi non esistiamo. Parlano tanto di famiglie numerose, ma poi la realtà dei fatti è un’altra, nessuno si interessa davvero ai nostri problemi. In Italia la prima casta è costituita dai sindacati e dagli assistenti sociali”, sostiene con forza il signor Vittorio, anche lui ex dipendente della TGS e ora disoccupato. Non riesce a trovare un’altra occupazione sia a causa dell’età, sia a causa di alcuni problemi fisici quali mal di schiena e poliposi al naso.


Non ce l’hanno con gli immigrati, ma con le politiche assistenziali rivolte verso di loro: “Vengono aiutati in tutto, dalla casa alle spese varie. Mentre noi, che siamo italiani, veniamo messi in disparte. Io ho dovuto fare una battaglia quotidiana per vedermi assegnata una casa del comune, quando mi dovrebbe spettare di diritto, dato che vengo per portare lavoro. Per un periodo abbiamo vissuto in 35 metri quadri. Questa non è vita”. Per adesso il “pane a casa” lo porta la moglie, colf a casa di alcune famiglie.


“Parma è una città ricca, ma per chi è già ricco. Vogliono far passare l’immagine di una città tranquilla, in cui non esistono problemi, dove tutti hanno il lavoro. Per loro esiste solo la movida di via Farini. E mio figlio, invece, ha un lavoro interinale. Gli sgravi fiscali vengono garantiti solo per i genitori che possono attestare un’occupazione regolamentata. Ma, in realtà, siamo noi, i disoccupati, ad averne più bisogno! Ma delle nostre difficoltà non ne parla mai nessuno, neanche la stampa”.


Le borse lavoro arrivano a circa 400 euro, ma al giorno d’oggi sono un’assurdità. Gli altri paesi europei, come Francia o Germania, concedono il minimo garantito per i disoccupati e le politiche assistenziali sono efficienti nei confronti di chi ha tanti figli. E, infatti, in questi paesi il tasso di natalità è più alto rispetto all’Italia, la tutela della famiglia incentiva ad avere figli e garantire loro una vita non al limite della sopravvivenza. I sacrifici sono tanti e svegliarsi ogni giorno con la domanda “Domani cosa farò?” è angosciante, perché si cerca di offrire ai figli un’ esistenza dignitosa. E queste famiglie, nonostante i numerosi problemi economici, hanno ancora i valori di un tempo, e i loro ragazzi sembrano aver recepito quanto di meglio possano regalare una madre e un padre: la serenità.

Tra poco inizia la scuola e le spese, inevitabilmente, aumenteranno: per i libri ricevono un rimborso che, se va bene, è pari a coprire l'acquisto di due testi. Ma, intanto, come se la cavano i ragazzi con la scuola ? E’ Susy a rispondere: “Uno dei maschietti è stato bocciato. Anche lui ha i 'debiti' ”. Tutti rimandati a settembre.

venerdì 15 agosto 2008

Meno male che ci sono le Olimpiadi

In questi giorni di intenso lavoro, di inesistente cazzeggio e di ferie per tutti i comuni mortali, l'unica cosa che riesco a seguire in tv, date le vacanze anche del palinsesto (che schifo, sono stata battuta perfino dalla programmazione estiva...) sono le Olimpiadi. Anche oggi.

In teoria sarebbe Ferragosto. Festa. Per gli altri. Io, al lavoro. Ma a parte questo piccolissimo dettaglio, il punto è che la mia mente rifiuta qualsiasi sequenza passi sullo schermo: niente film, niente telefilm, al massimo qualche video musicale giusto per tenermi aggiornata sulle cagate proposte dalle case discografiche.

Dicevo che anche questa mattina ho fatto un after di sport: sveglia alle 6,30 (per cause ancora ignote, ma che mi hanno creato un certo nervosismo già appena alzata), colazione, pulsante rosso del telecomando (non riesco a non seguire i tg e le rassegne stampa della mattina...mi sa che è deformazione professionale). E dopo? Che faccio fino all'ora X, quella dello sfinimento mentale?? Mi sparo un bel po' di gare: ginnastica artistica, tuffi, pallavolo. Credetemi, ero ipnotizzata. Dopo ogni tuffo mi dicevo:"Dai, basta. Inizia a studiare". Ma non ce la facevo. Sarà che mi sono sempre piaciuti, però stamattina le ragazze erano davvero brave. Anche le ginnaste hanno saputo catturare la mia attenzione con i loro salti e le loro acrobazie. E poi è sempre emozionante l'attesa degli ultimi risultati, quelli decisivi.

E poi sono apparse loro, le mitiche del volley italiano. Con la mia adorata Gioli, che mi ha fatta sognare dal primo all'ultimo set di gioco. Hanno stracciato le avversarie per 3-0. Tutte in forma, tutte concentratissime.

Anche gli azzurri della pallavolo, ieri, hanno portato avanti la squadra. Peccato per l'infortunio di Fey: dubito che una distorsione al ginocchio possa guarire in breve tempo. A meno che non si spari infiltrazioni ogni ora. Io, comunque, continuo a sperare in un suo recupero.

Cosa sto guardando in questo momento? Dopo l'atletica (compreso il lancio del disco effettuato da "splendidi" uomini dal "fisico da calendario": uno non aveva più il collo per la stazza!!!), il nuoto. Phelps è imbattibile. Anche se dopo aver letto la sua dieta da 12 mila colorie mi sono domandata: ma questo è un essere umano??? Il suo fegato è geneticamente modificato??? E io che non digerisco neanche "bombe" da qualche centinaia di calorie!! Le ingiustizie della vita...

Che altro dire? Noi italiani non siamo andati poi così male, le nostre medaglie (tutte meritate) le abbiamo portate a casa. Qualche delusione, soprattutto per Aldo Montano e Vanessa Ferrari.
Vedremo cosa succederà nelle prossime gare.

martedì 12 agosto 2008

Bad day

Tutti hanno delle giornate di merda.
Peccato che le mie si stiano accumulando con una frequenza superiore alla norma.



lunedì 11 agosto 2008

Mentalmente instabile

Sto lavorando tanto
sto imparando il mestiere che vorrei un giorno mi facesse vivere (non pretendo ville sul mare nè vestiti dell'ultima collezione di Armani, ma almeno riuscire ad arrivare a fine mese senza troppe restrizioni)
sto conoscendo tantissima gente, anche qualcuno che potenzialmente potrebbe interessarmi (Ilaria calmati per favore, ti vedo che stai andando in tachicardia per questa mia affermazione!)
sto ricevendo complimenti all'ordine del giorno (per quanto mi importasse tanto sono diventata arida per queste cose)
ma come sei bella, ma come sei brava, ma soprattutto MI FAI TROPPO RIDERE, RESTEREI A PARLARE SU MSN CON TE TUTTO IL GIORNO
sto esaurita che di più non si può
sto confusa (e non so se sto anche felice come diceva una certa Carmen Consoli...devo valutare)
sto pensando seriamente di fuggire DA SOLA
portarmi giusto l'mp3, un po' di libri (non dell'università ovviamente) e l'estathè al limone che ormai è diventato il mio sostituto del pranzo
un pacchetto di camel light (eh sì, il fumo ha vinto per adesso e non ne sono neanche tanto dispiaciuta)
scrivere sul blog "chiuso fino a data da destinarsi"
sparire per un po'
non dare sempre spiegazioni su come conduco la mia vita e su come gestisco i MIEI rapporti
che sono cazzi miei se mi va di farmi sentire o se preferisco chiudere certe "amicizie"
che tanto poi se uno/a ci tiene si fa vivo/a, altrimenti vuol dire che ho preso la decisione giusta
che io sono stronza solo con chi non mi merita
e allora?
allora niente... sto così. Punto.

venerdì 1 agosto 2008

Il ritorno alla "normalità"

Il treno Intercity 582 delle 08,55 in partenza da Roma Termini e diretto a Milano centrale è in arrivo sul binario 9.

Tenendo conto che a Termini ci sono quasi 30 binari, posso ritenermi fortunata a dover percorrere un tragitto relativamente breve. Per chi è agile e senza troppi bagagli. Non per chi ha il solito sarcofago (lo stesso dell'andata), un borsone che al prossimo viaggio so per certo che mi abbandonerà chissà in quale luogo sperduto (magari...ma qualcosa chiamata Sfiga mi dice che, invece, avverrà in un posto affollato e pieno di gente che si girerà a guardare la sottoscritta in preda ad attacchi di isteria), uno zaino pieno di giornali, riviste e libri e una borsa con un po' di tutto (dai cellulari ai trucchi, dallo specchietto agli occhiali...c'erano anche le salviettine come i bambini!), ultimo acquisto nella capitale che neanche con l'aiuto del miglior mago prestigiatore sarebbe potuta entrare in uno dei suddetti "amici raccogli-tutto" di viaggio.


Mi rendo conto che il binario 9 non è poi così lontano. E fortunatamente riesco a trovare uno dei carrelli magici per trasportare i miei fidi companeros. Ora che ci penso, però, il carrello non era insieme agli altri a chilometri di distanza da me, ma abbandonato vicino la macchinetta per obliterare i biglietti, dove guarda caso mi trovavo in quel preciso momento. Che poi, dire "abbandonato" a Roma è un po' assurdo: stamattina avrò visto centinaia di persone salire e scendere dai treni, aspettare sui binari, restare ipnotizzate davanti al tabellone arrivi/partenze, di cui per altro adoro il suono che emette quando cambiano i treni.
Quindi, può essere che io l'abbia fregato a qualcuno, ma non essendoci nulla sopra non sono stata lì troppo tempo a farmi seghe mentali. Dite che potrei essere soggetta alla denuncia per furto? Tra l'altro mi sovviene una battuta idiota, ma che calza a pennello: chi va a Roma perde la poltrona. Tiè!

Per giungere alla meta della speranza ho dovuto destreggiarmi in slalom giganti degni di una Deborah Compagnoni, tra beni materiali altrui (valigie, pacchi e buste) e beni fisici di esseri umani (vedi piedi, gambe, braccia aperte all'improvviso, magari con una sigaretta tra le dita...). E' il primo agosto, va bene. Un venerdì per di più. Giornata di partenze. Ma, dico io, possibile che i ragazzini dell'ultima generazione, quelli sempre depressi e incazzati con tutti a partire da se stessi, gli "emo" per intenderci, hanno deciso di esporsi al mondo proprio oggi???!! (Sugli Emo vi delizierò con un post apposito). Con quei ciuffi calati sugli occhi è ovvio che non possono vedere gli altri, "i normali" (e anche qui ci sarebbe da aprire una lunga parentesi) che si apprestano a tagliare il traguardo, cioè giungere all'altezza del numero di carrozza previsto dalla prenotazione. Io, intanto, con le rotelle del trolley, ho tagliato, anzi tranciato, arti inferiori a mezzo mondo! Però che soddisfazione vedere il treno che si ferma ed essere proprio a 5 metri dall'entrata della mia carrozza! Queste sì che sono vittorie! Propongo questo sport per i prossimi giochi olimpici: "Salto in lungo sui binari per giungere in perfetta simmetria con la carrozza del treno".

Treno già abbastanza affollato, oltretutto. Treno già troppo opprimente. Treno senza aria condizionata! Quasi quasi scendo finchè sono in tempo. Ma dopo una decina di minuti di viaggio ecco quel bellissimo ronzio che prelude a una tanto attesa aria fresca e respirabile (purtroppo spesso mi rendo conto che è estate grazie agli odori "inebrianti" di certi soggetti).

E i compagni di viaggio? Allora facciamo una piccola sintesi:

- Signora sessantenne diretta a Modena: migliaia di riviste gossip e facile alla chiacchiera. "Ah, va a Parma. Come mi piace quella città, un salottino internazionale. Ottima qualità della vita, a misura d'uomo. Poi si mangia davvero bene. E anche la gente è molto disponibile e accomodante". Non lo so signora, se vuole entrare a far parte della giunta Vignali, ci metto una buona parola. Potrebbe occuparsi della "Gestione e valorizzazione della Parigi made in Italy". Lo sbuffo era sempre in agguato.

- Mamma delusa dalla vita con figlia di 8 anni sveglia quanto basta, soprattutto non appena scorgeva la busta con il cibo. La mocciosa ha fatto fuori nel giro di poche ore: cornetto (preso al bar), succo di frutta, panino, merendina, thè alla pesca, merendina, caramelle gommose alla frutta. E continuava a desiderare cibo!!!! Ci credo che a un certo punto sbotta con un "Il treno mi ha fatto venire mal di stomaco". Seee, il trenooooo!!! Poi si leggono le continue ricerche dei nutrizionisti sui bambini obesi. Questo era un caso clinico! La piccola ingorda non era proprio grassa, ma le era uscita una pancia da gestante al 6° mese di gravidanza, non so se mi spiego. E la madre si lamentava del fatto che "la bambina, se non sto attenta, mangia tutto a casa. Un pacco di merendine dura 3 ore". EHHHH???? Sta poveretta avrà un colesterolo da paura: altro che danacol e fitosteroli! Ma non comprare più merendine? O meglio, razionarle nel corso della giornata in modo più oculato? E' così difficile??

- Talpa miope di cinquant'anni circa diretta a Firenze: gran lettrice e anche gran bella persona con cui fare un po' di discorsi interessanti. Dopo avermi raccontato vita, morte e miracoli dei suoi figli e delle sue nipoti, tutti studenti universitari fuori sede (capite che l'argomento era di mio interesse), mi spara: "Per voi giovani non è facile. Sempre a spostarvi da un posto all'altro per inseguire il sogno della vostra vita. Che coraggio!". "No signora, non è coraggio, ma sfiga. Sfiga di essere nati in questo momento di crisi economica, in questo momento in cui il precariato è ormai parte della normalità di ogni pseudo-lavoratore, questo momento di instabilità che dura troppo a lungo nella vita di un giovane tra i 20 e i 40 anni. Io ho solo 22 anni, una laurea triennale, una specialistica da terminare e 2 stage alle spalle, ma non basta e non basterà neanche tra qualche anno. Non è coraggio, è solo spirito di sopravvivenza, voglia di realizzarsi, di non sentirsi una nullità e, soprattutto, desiderio di non arrivare mai a dire: 'Ho buttato 5 anni della mia vita, facendo sacrifici e facendo uscire soldi da ogni parte (senza mai un rientro!) per elemosinare un contratto a progetto' ". Mi guarda con aria sognante: "Signorina, lei si dovrebbe dare alle politiche giovanili". No, io mi dovrei dare alle Politiche depression in progress!

E, poi, la ciliegina sulla torta. Che, ovviamente, non potevo farmi mancare. Il signor "Panini, bibite, succhi di frutta, acqua minerale, patatine, biscotti". Avete capito no? Il tipo con incorporato il carrellino delle vivande. Tra tutta la gente che c'era con chi doveva attaccare bottone??? Tenete presente le mie 4 ore di sonno alle spalle, la levataccia alle 6,30 e tutta la stanchezza di chi ha trascinato qua e là le sue valigie. E, quindi, tenete conto, tutta la mia "propensione" alla socializzazione, che per quanto possa essere abbastanza innata, oggi era a livelli minimi causa enorme dispiacere per aver lasciato la redazione, tutti i giornalisti, gli altri stagisti, il mio residence, Roma.
Eravamo già alla fermata di Reggio Emilia e così avevo iniziato a scendere tutto il mio seguito. "Dove se ne va chicca?" Chicca a chi???!! Vabbè, oltrepassiamo proprio perchè non ho la forza di fare questioni. "A Parma. Scendo alla prossima". "Ma come, mi lascia di già? E ora quando ci rivedremo?". "Come di già? Sono partita da Roma, mi sono sorbita 4 ore e mezzo di viaggio e lei vorrebbe che mi trattenessi ancora??". "No, è che mi è simpatica. L'ho notata ogni volta che sono passato dal suo scompartimento. Peccato. Mi sa che ci rivedremo quando mi ricresceranno i capelli". Piccolo dettaglio: aveva una calvizie già abbastanza avanzata. Addio.

Stazione di Parma. Afa infernale. Non si respira. Sono a casa.

giovedì 31 luglio 2008

Arrivederci Roma...


Ti lascio una parte di me

ma tanto lo so, lo sento che ci rivedremo presto

lunedì 28 luglio 2008

Alta fedeltà

Un diamante è per sempre...

domenica 27 luglio 2008

Un mondo di illusioni


Sarà davvero un'illusione ottica? In realtà è indipendente dal nostro cervello...voi che dite? Questo è il sito: provate a far scorrere lentamente le linee nere verticali da destra verso sinistra.


...eppur si muove...

sabato 26 luglio 2008

Ancora un'altra pagina


I diritti del lettore


1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE

(…) la maggior parte dei lettori si concede quotidianamente il diritto di non leggere. (…) tra un buon libro e un brutto telefilm, il secondo ha, più spesso di quanto vorremmo confessare, la meglio sul primo. Inoltre, non leggiamo sempre. I nostri periodi di lettura si alternano sovente a lunghi digiuni (…) se possiamo tranquillamente ammettere che un singolo individuo rifiuti la lettura, è intollerabile che egli sia – o si ritenga – rifiutato da essa.


2. IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE

Ho saltato delle pagine (…). E tutti i ragazzini dovrebbero fare altrettanto. In questo modo potrebbero buttarsi prestissimo su tutte le meraviglie ritenute inaccessibili per la loro età. (…) Un grave pericolo li minaccia se non decidono da soli quel che è alla loro portata saltando le pagine che vogliono: altri lo faranno al posto loro.


3. IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO

Ci sono mille ragioni per abbandonare un romanzo prima della fine: la sensazione del già letto, una storia che non ci prende, il nostro totale dissenso rispetto alle tesi dell’autore, uno stile che ci fa venire la pelle d’oca (…) Inutile enumerare le 995 altre ragioni, fra le quali si debbono tuttavia annoverare la carie dentale, le angherie del capoufficio o un terremoto del cuore che ci paralizza la mente. (…)


4. IL DIRITTO DI RILEGGERE

Rileggere quel che una prima volta ci aveva respinti, rileggere senza saltare nessun passaggio, rileggere da un’altra angolazione, rileggere per verificare (…) Ma rileggiamo soprattutto in modo gratuito, per piacere della ripetizione, la gioia di un nuovo incontro (…)


5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA

(…) ci sono “buoni” e “cattivi” romanzi. Molto spesso sono i secondi che incontriamo per primi sulla nostra strada. E, parola mia, quanto toccò a me, ricordo di averli trovati “belli un casino”. Ma sono stato fortunato: nessuno mi ha preso in giro … Qualcuno ha solo lasciato sul mio passaggio qualche “buon” romanzo guardandosi bene dal proibirmi gli altri.


6. IL DIRITTO AL BOVARISMO

E’ questo, a grandi linee, il “bovarismo”, la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazione: l’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza, l’identificazione che diventa totale e il cervello che prende (…)


7. IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE

(qui Pennac ci presenta un soldato un po’ particolare, che ama leggere Gogol durante l’esecuzione di un servizio, considerato dai più, poco onorevole: pulire le latrine. Il messaggio, consegnatoci dallo scrittore francese, è che qualunque luogo è buono per chi ami la lettura…. anche un comune cesso).


8. IL DIRITTO DI SPIZZICARE

E’ la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso della nostra biblioteca, di aprirlo, dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’istante disponiamo.


9. IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA

L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano.(…)


10. IL DIRITTO DI TACERE

L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. (…) le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere.


(Daniel Pennac - Come un romanzo)

giovedì 24 luglio 2008

Sempre sia lodato

Berlusconi: "Con il lodo Alfano finita la mia persecuzione"

Inizia la nostra.

mercoledì 23 luglio 2008

Romeni in saldo

Incendio al campo rom della Magliana. Fiamme alle baracche vicino al campo nomadi di via Candoni, poco distante dall´autostrada che porta da Roma a Fiumicino. Un testimone parla di molotov e racconta di aver visto tre macchine ripartire a tutta velocità, lasciandosi dietro fiamme altissime.

Offerta della Roma per il romeno Mutu. La trattativa tiene Firenze e i tifosi viola col fiato sospeso: il romeno è ad un passo dai giallorossi, che hanno offerto 19 milioni alla Fiorentina e un contratto da 3.2 milioni a stagione al calciatore.


Un romeno si appresta a "rubare" soldi italiani. E glielo lasciano fare in tutta tranquillità. Per poi andare a incendiare la sua "baracca". No, a lui no. E' un calciatore, non un romeno.

...Strana gente questi romani...

martedì 22 luglio 2008

Quella è la porta...

Luogo: alimentari nei pressi della redazione
Ora: 14,10 circa

Cassiere: "Scusi perchè non fa la coda?"
Io: "No. Oggi li preferisco sciolti"

Sottolineo la presenza di alcuni giornalisti che hanno assistito alla scena.

La mia carriera nel mondo del giornalismo termina qui.

Addio. E' stato bello.

domenica 20 luglio 2008

Io sono viva e...vegeta

Leggendo il post di Antonio sul caso di Eluana Englaro, mi permetto di esprimere un mio personalissimo parere sulla vicenda.

Staccare la spina. Sembra semplice, ma in realtà credo non lo sia nè per un medico nè per la famiglia della giovane tenuta in vita dai macchinari. Il padre ne è il tutore e desidera che avesse fine l'accanimento terapeutico (che non significa eutanasia come spesso i mezzi di informazione vogliono farci credere). E' una scelta che va rispettata. E che non si mettessero in mezzo il Papa, la Chiesa, i Santi, i politici e quant'altro.

Perchè, a dirla tutta, nonostante il mio non credere a nessun dio, la religione la conosco un minimo, quel minimo per poter affermare che questa decisione di sospendere l'alimentazione artificiale che tiene in vita Eluana non dovrebbe portare a nessuna polemica. Ma in Italia non funziona così. Tutto diventa un "Caso". Io non vorrei mai che la mia situazione divenisse un caso mediatico, con tanto di politici, preti, opinionisti e cantanti al seguito.

La Chiesa farebbe meglio a occuparsi dei veri bisognosi, delle persone povere, dei malati che hanno davvero una speranza di sopravvivenza (se è realmente questo il suo ruolo, ma ho forti dubbi).

I politici dovrebbero fare più attenzione alla brutta strada che sta prendendo questo paese, impegnarsi a legiferare per la comunità e non per il caso particolare.

Ma il punto è che i "catto-buonisti" (vedi la manifestazione di Giuliano Ferrara e compagnia bella a Milano con la raccolta di bottigliette d'acqua per Eluana)non aspettano altro che tali eventi per mettere di mezzo la religione cattolica e le sue imposizioni.

Ok, vogliamo parlare di Gesù Cristo, degli Apostoli e dello Spirito Santo? Bene. Il vostro Messia non ha forse scelto liberamente di morire sulla croce? Libero arbitrio. Quello che Dio ha donato a tutti gli uomini, così come ha donato la vita. Se queste sono le premesse, allora io, comune mortale, posso decidere, senza l'interferenza di nessuno, cosa farne della mia esistenza e, soprattutto, come porvi fine. La vita è un dono, direte voi. Sì, ma proprio in quanto dono io lo accetto per educazione, ma poi se non mi va più bene decido quando, come e perchè dire basta. Non sono in grado di poterlo fare da sola causa stato vegetativo intenso? C'è il mio tutore, che pur amandomi incondizionatamente, non può più andare avanti a vedermi più morta che viva. Ed è qui che dovrebbero scattare la compassione e il buon senso. Non per la povera Eluana, per la quale, purtroppo, non c'è più niente da fare. Ma per il padre e per la famiglia che è ancora in vita e che, in quanto tale, ha il diritto di condurre un'esistenza che, pur dolorosa, deve in qualche modo andare avanti.

Quindi, pensiamo di più ai vivi, che, forse, ai morti ci pensa già qualcun altro.

...Il TUO migliore amico...

...La realtà è un'illusione causata dall'assenza di alcool...