mercoledì 7 maggio 2008

GINO STRADA: UN UOMO, UNA SPERANZA


Lo vedi stanco, stremato, segnato dalla crudeltà a cui è sottoposto giorno dopo giorno. Ogni ruga rappresenta una vita salvata. Ma anche una perduta, che, purtroppo, va ad accrescere il numero delle vittime di guerra.

Gino Strada è un uomo semplice, che però è stato in grado di restituire la vita a migliaia di persone, un dio unica fonte di salvezza. Ma è un uomo, come tutti noi. Solo che porta avanti una missione cui pochi sarebbero pronti a dedicare un'esistenza intera, pensando più agli altri che a se stesso.

Il dolore che ha visto, sentito, provato lo porta dentro, ma gli occhi non nascondono il suo vissuto fatto di tragedie e morte. E' quasi un sollievo vederlo abbozzare un sorriso o pronunciare qualche ironica battuta, ma è poca cosa rispetto alle immagini che ha proposto nel pomeriggio al pubblico del Teatro Due di Parma.

Siamo stati in tanti ad aver partecipato a questo indimenticabile incontro con il medico di Emergency, il quale ha chiarito il lavoro dell'associazione e i risultati ottenuti.


Il problema di fondo sono le numerosissime guerre che negano ogni diritto umano alla vita, alla salute, all'istruzione. E il più delle volte a farne le spese sono i bambini, perchè per un paese in guerra mutilare e uccidere i più piccoli e i più indifesi significa mettere in ginocchio il paese nemico. Il 34% delle vittime sono, infatti, bambini; il 26% civili adulti; il 17% donne; il 16% anziani e "solo" il 7% uomini che partecipano attivamente alle operazioni di guerra. Mi permetto di virgolettare la parola 'solo', in quanto nel nostro immaginario questi ultimi rappresentano un numero più elevato. Ma non è così.

Le ferite sono dovute a proiettili e, soprattutto, quelli ad alta velocità, e a mine anti-uomo (di cui gli italiani sono stati grandi produttori), che sono armi micidiali e non riconoscibili a occhio nudo. Il più delle volte si confondono con le pietre e i ciottoli di un terreno oramai abbandonato e non più attraversato dai fiumi, oppure assomigliano a dei giocattoli che i bambini raccolgono con le loro mani, avvicinandole al viso. E hanno anche il tempo di giocarci un po', dato che queste mine sono costruite addirittura per non esplodere immediatamente. I danni che provocano sono devastanti: perdita degli arti, della vista, morte.


Emergency cerca di aiutare queste vittime innocenti attraverso un'assistenza medico-chirurgica gratuita e tramite le strutture adibite ad ospedali. Sì, Gino Strada usa ancora il termine 'ospedale', per indicare il luogo destinato alla cura dei malati, e non 'azienda ospedaliera' come ormai è di moda. Mette a servizio la sua esperienza di chirurgo per la salute dei suoi pazienti, non per l'industria della medicina. Il suo ruolo esula da fattori puramente economici, ma si basa su dei forti valori etici che lo spingono a dare un sostegno effettivo alle popolazioni che vivono in povertà e in costante crisi.

Dopo diverse immagini di corpi dilaniati, ecco, finalmente qualche spiraglio di luce. Non c'è solo morte e devastazione, ma anche ricrescita e reinserimento nella società. Con le donazioni ricevute è stato possibile costruire numerose strutture con sale operatorie, ambulatori, servizi di fisioterapie. In Sierra Leone, ad esempio, sono stati aperti un centro chirurgico e uno pediatrico che offrono assistenza sanitaria gratuita, mentre in altri paesi è tutto a pagamento, persino le visite ai degenti.

Ancor più soddisfacente è vedere l'organizzazione delle cooperative che propongono programmi di reintegrazione sociale: molti disabili, una volta curati, possono trovare lavoro presso queste strutture come falegnami, sarti, cuochi. E non sentire più il peso della loro diversità, quella diversità che li avrebbe costretti a lasciare morire di fame la propria famiglia.


Poi si è trattato l'argomento fondi ed è venuto fuori che Emergency non ha ancora visto i 4 milioni di euro che i cittadini italiani hanno destinato con il 5 per mille all'associazione nell'anno 2006. Lo stato li trattiene, loro fanno credito. Mentre per quanto riguarda il rapporto tra Emergency e lo Stato italiano vi sono stati periodi di contrasto: quando il nostro paese era contrario a ogni guerra, l'associazione medico-chirurgica era ben accetta e supportata, ma da quando si è iniziato a partecipare a guerre, da quella in Jugoslavia, fino all'ultima in Irak, allora è subentrato anche un vero e proprio atto di censura. In effetti si parla sempre meno di Emergency, gli spazi informativi sono sempre limitati. Eppure oggi Strada ha evidenziato tutto il lavoro e la passione che c'è dietro ai loro obiettivi: i risultati raggiunti non vengono, però, mai menzionati da alcun mezzo informativo.

Inoltre, non pagando spazi pubblicitari, l'organizzazione sopravvive con il vecchio passaparola, senza mettersi alla mercè delle grandi testate. Quindi i contatti stabiliti in modo diretto sono i più efficaci e anche i più duraturi, ma, purtroppo, non sono mai abbastanza.


Il lavoro di Gino Strada e di tutti i medici senza frontiere non è semplicemente finalizzato alle cure e all'assistenza delle vittime di guerra, ma è qualcosa di più: diffonde quei valori di solidarietà, pace e rispetto dei diritti umani, che il più delle volte vengono dimenticati e abbandonati sotto le macerie delle bombe.

4 commenti:

alessandro ha detto...

E' stato un incontro estremamente vero, toccante e fortemente emotivo. Ricordi quando ha detto che un chirurgo del genere arriverebbe a percepire uno stipendio netto di 20mila euro? Alla base di Emergency non c'è il lucro ma la silenziosa lotta contro una concezione sterile della dignità umana. Mi ha fatto piacere interagire con lui, e sul piano umano posso dire di aver conosciuto una persona che è solo da ammirare

stefano ha detto...

Avete firmato la petizione on-line per il Nobel a Gino Strada? Per quanto possa servire credo che sia comunque un gesto significativo. E poi mai dire mai, a volte hanno funzionato, vedi il caso dell'abolizione dei costi di ricarica per la telefonia mobile
http://www.petitiononline.com/ginostra/petition.html

F FX ha detto...

ciao.sono un nuovo arrivato nella community del prof.
ti lascio l'indi
taximind.blogspot.com
ciao F.

antonio ha detto...

non c'ero, ma so che gino strada è interista, io pure e tu anche. domenica festeggiamo?