venerdì 1 agosto 2008

Il ritorno alla "normalità"

Il treno Intercity 582 delle 08,55 in partenza da Roma Termini e diretto a Milano centrale è in arrivo sul binario 9.

Tenendo conto che a Termini ci sono quasi 30 binari, posso ritenermi fortunata a dover percorrere un tragitto relativamente breve. Per chi è agile e senza troppi bagagli. Non per chi ha il solito sarcofago (lo stesso dell'andata), un borsone che al prossimo viaggio so per certo che mi abbandonerà chissà in quale luogo sperduto (magari...ma qualcosa chiamata Sfiga mi dice che, invece, avverrà in un posto affollato e pieno di gente che si girerà a guardare la sottoscritta in preda ad attacchi di isteria), uno zaino pieno di giornali, riviste e libri e una borsa con un po' di tutto (dai cellulari ai trucchi, dallo specchietto agli occhiali...c'erano anche le salviettine come i bambini!), ultimo acquisto nella capitale che neanche con l'aiuto del miglior mago prestigiatore sarebbe potuta entrare in uno dei suddetti "amici raccogli-tutto" di viaggio.


Mi rendo conto che il binario 9 non è poi così lontano. E fortunatamente riesco a trovare uno dei carrelli magici per trasportare i miei fidi companeros. Ora che ci penso, però, il carrello non era insieme agli altri a chilometri di distanza da me, ma abbandonato vicino la macchinetta per obliterare i biglietti, dove guarda caso mi trovavo in quel preciso momento. Che poi, dire "abbandonato" a Roma è un po' assurdo: stamattina avrò visto centinaia di persone salire e scendere dai treni, aspettare sui binari, restare ipnotizzate davanti al tabellone arrivi/partenze, di cui per altro adoro il suono che emette quando cambiano i treni.
Quindi, può essere che io l'abbia fregato a qualcuno, ma non essendoci nulla sopra non sono stata lì troppo tempo a farmi seghe mentali. Dite che potrei essere soggetta alla denuncia per furto? Tra l'altro mi sovviene una battuta idiota, ma che calza a pennello: chi va a Roma perde la poltrona. Tiè!

Per giungere alla meta della speranza ho dovuto destreggiarmi in slalom giganti degni di una Deborah Compagnoni, tra beni materiali altrui (valigie, pacchi e buste) e beni fisici di esseri umani (vedi piedi, gambe, braccia aperte all'improvviso, magari con una sigaretta tra le dita...). E' il primo agosto, va bene. Un venerdì per di più. Giornata di partenze. Ma, dico io, possibile che i ragazzini dell'ultima generazione, quelli sempre depressi e incazzati con tutti a partire da se stessi, gli "emo" per intenderci, hanno deciso di esporsi al mondo proprio oggi???!! (Sugli Emo vi delizierò con un post apposito). Con quei ciuffi calati sugli occhi è ovvio che non possono vedere gli altri, "i normali" (e anche qui ci sarebbe da aprire una lunga parentesi) che si apprestano a tagliare il traguardo, cioè giungere all'altezza del numero di carrozza previsto dalla prenotazione. Io, intanto, con le rotelle del trolley, ho tagliato, anzi tranciato, arti inferiori a mezzo mondo! Però che soddisfazione vedere il treno che si ferma ed essere proprio a 5 metri dall'entrata della mia carrozza! Queste sì che sono vittorie! Propongo questo sport per i prossimi giochi olimpici: "Salto in lungo sui binari per giungere in perfetta simmetria con la carrozza del treno".

Treno già abbastanza affollato, oltretutto. Treno già troppo opprimente. Treno senza aria condizionata! Quasi quasi scendo finchè sono in tempo. Ma dopo una decina di minuti di viaggio ecco quel bellissimo ronzio che prelude a una tanto attesa aria fresca e respirabile (purtroppo spesso mi rendo conto che è estate grazie agli odori "inebrianti" di certi soggetti).

E i compagni di viaggio? Allora facciamo una piccola sintesi:

- Signora sessantenne diretta a Modena: migliaia di riviste gossip e facile alla chiacchiera. "Ah, va a Parma. Come mi piace quella città, un salottino internazionale. Ottima qualità della vita, a misura d'uomo. Poi si mangia davvero bene. E anche la gente è molto disponibile e accomodante". Non lo so signora, se vuole entrare a far parte della giunta Vignali, ci metto una buona parola. Potrebbe occuparsi della "Gestione e valorizzazione della Parigi made in Italy". Lo sbuffo era sempre in agguato.

- Mamma delusa dalla vita con figlia di 8 anni sveglia quanto basta, soprattutto non appena scorgeva la busta con il cibo. La mocciosa ha fatto fuori nel giro di poche ore: cornetto (preso al bar), succo di frutta, panino, merendina, thè alla pesca, merendina, caramelle gommose alla frutta. E continuava a desiderare cibo!!!! Ci credo che a un certo punto sbotta con un "Il treno mi ha fatto venire mal di stomaco". Seee, il trenooooo!!! Poi si leggono le continue ricerche dei nutrizionisti sui bambini obesi. Questo era un caso clinico! La piccola ingorda non era proprio grassa, ma le era uscita una pancia da gestante al 6° mese di gravidanza, non so se mi spiego. E la madre si lamentava del fatto che "la bambina, se non sto attenta, mangia tutto a casa. Un pacco di merendine dura 3 ore". EHHHH???? Sta poveretta avrà un colesterolo da paura: altro che danacol e fitosteroli! Ma non comprare più merendine? O meglio, razionarle nel corso della giornata in modo più oculato? E' così difficile??

- Talpa miope di cinquant'anni circa diretta a Firenze: gran lettrice e anche gran bella persona con cui fare un po' di discorsi interessanti. Dopo avermi raccontato vita, morte e miracoli dei suoi figli e delle sue nipoti, tutti studenti universitari fuori sede (capite che l'argomento era di mio interesse), mi spara: "Per voi giovani non è facile. Sempre a spostarvi da un posto all'altro per inseguire il sogno della vostra vita. Che coraggio!". "No signora, non è coraggio, ma sfiga. Sfiga di essere nati in questo momento di crisi economica, in questo momento in cui il precariato è ormai parte della normalità di ogni pseudo-lavoratore, questo momento di instabilità che dura troppo a lungo nella vita di un giovane tra i 20 e i 40 anni. Io ho solo 22 anni, una laurea triennale, una specialistica da terminare e 2 stage alle spalle, ma non basta e non basterà neanche tra qualche anno. Non è coraggio, è solo spirito di sopravvivenza, voglia di realizzarsi, di non sentirsi una nullità e, soprattutto, desiderio di non arrivare mai a dire: 'Ho buttato 5 anni della mia vita, facendo sacrifici e facendo uscire soldi da ogni parte (senza mai un rientro!) per elemosinare un contratto a progetto' ". Mi guarda con aria sognante: "Signorina, lei si dovrebbe dare alle politiche giovanili". No, io mi dovrei dare alle Politiche depression in progress!

E, poi, la ciliegina sulla torta. Che, ovviamente, non potevo farmi mancare. Il signor "Panini, bibite, succhi di frutta, acqua minerale, patatine, biscotti". Avete capito no? Il tipo con incorporato il carrellino delle vivande. Tra tutta la gente che c'era con chi doveva attaccare bottone??? Tenete presente le mie 4 ore di sonno alle spalle, la levataccia alle 6,30 e tutta la stanchezza di chi ha trascinato qua e là le sue valigie. E, quindi, tenete conto, tutta la mia "propensione" alla socializzazione, che per quanto possa essere abbastanza innata, oggi era a livelli minimi causa enorme dispiacere per aver lasciato la redazione, tutti i giornalisti, gli altri stagisti, il mio residence, Roma.
Eravamo già alla fermata di Reggio Emilia e così avevo iniziato a scendere tutto il mio seguito. "Dove se ne va chicca?" Chicca a chi???!! Vabbè, oltrepassiamo proprio perchè non ho la forza di fare questioni. "A Parma. Scendo alla prossima". "Ma come, mi lascia di già? E ora quando ci rivedremo?". "Come di già? Sono partita da Roma, mi sono sorbita 4 ore e mezzo di viaggio e lei vorrebbe che mi trattenessi ancora??". "No, è che mi è simpatica. L'ho notata ogni volta che sono passato dal suo scompartimento. Peccato. Mi sa che ci rivedremo quando mi ricresceranno i capelli". Piccolo dettaglio: aveva una calvizie già abbastanza avanzata. Addio.

Stazione di Parma. Afa infernale. Non si respira. Sono a casa.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

BENTORNATA!
il rientro è sempre tragico qualunque sia stata la meta e il motivo del viaggio..ma tu avevi almeno una buona ragione per tornare..la parlata parmigiana!



bhe ovviamente era una battuta!
Prepara i tacchi a spillo che prossimamente ci facciamo un cosmopolitan..ogni riferimento a Sex and the city è puramente casuale!
Giu

damiano ha detto...

ciao giuli,bentornata!
com'è il passaggio da Roma a Parma?
vedo che sei scesa viva dal treno dopo un vero e proprio viaggio della speranza!

Ilaria ha detto...

Bentornata a Parma! Mi consola sempre constatare che i viaggi infernali non sono una mia prerogativa...però, cavoli: i carrelli portabagagli non potrebbero metterli anche nelle altre stazioni?!?! Capisco che Monfalcone non è propriamente una metropoli, ma per lo meno a Mestre e Bologna ci starebbero eccome! Vabbè, trenitalia e i suoi mille misteri.

PS: ti ci vedo pure io alle politiche giovanili!!!

Giulia ha detto...

@Giulia: i tacchi a spillo li ho già pronti...quando passi a prendermi?? Necessito di un aperitivo degno di Sex and the city (anche perchè dopo averne parlato tempo fa è d'obbligo!) e mi aspetto anche la conclusione da telefilm! ;D Quindi diamoci da fare...

@Damiano: Sì, i viaggi della speranza ormai sono routine per me. Ogni volta c'è qualcosa di tragi-comico che mi destabilizza!

@Ilaria: Ma che politiche giovanili??!! Ci manca pure che entro in politica... e cmq non so perchè ma tantissima gente continua a dirmi che io dovrei entrare a far parte di qualche associazione o partito perchè sarei adatta... è una cosa che mi porto dietro dai tempi del liceo, ma io non ci penso proprio, almeno per adesso.
Per i carrelli non saprei...ma tanto è un'impresa trovarne uno libero quindi...io sono stata fortunata!

@Tutti: grazie per il bentornata!!!
Giulia